(English version below)
1Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: “2Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. 4Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. 23Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. 25Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza”. (Mt 23, 1-4. 23. 25)
L’integrità può portare a scelte radicali, come mettere in discussione un’autorità ritenuta non rispettosa dei diritti umani o manifestare in modo non-violento in un mondo dominato dalle armi. Un sistema di valori integrale può essere radicale, ma assolutamente non rigido. Che differenza c’è fra un sistema di valori radicale-integrale e uno rigido-integralista? O fra lettura integrale ed integralista di uno stesso sistema di valori? La differenza è simile a quella fra ideale e ideologia e consiste nel rovesciamento dei ruoli di ‘Fine’ e ‘Mezzo’.
L’ideale-integrità è un contenuto, di per sé essenziale e semplice, che è in cammino nella realtà ed affronta le complicate questioni concrete ponendo come Fine ogni persona, che si vuole portare alla vita e non alla morte. L’ideologia-integralismo è un insieme di dogmi dettagliati da imporre che diventano Fine, mentre la persona diventa Mezzo e finisce per essere portata alla distruzione. Un sistema di valori integrale vede le altre persone come risorse da accogliere, perché la realtà è così sfaccettata che c’è bisogno del contributo unico di ognuno per raggiungere una visione totale. Un sistema di valori integralista vede gli altri come nemici, perché non si omologano alla propria visione parziale della realtà. L’integrità include, l’integralismo esclude.
Le Dieci Parole di Vita date da Dio a Mosè rappresentano un’ideale e richiedono un’adesione radicale-integrale, per cui ascoltare significa mettere in pratica. Spiega Enzo Bianchi, priore del monastero di Bose: «“Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo e lo ascolteremo” (Es 24, 7), ovvero ‘lo comprenderemo nella misura in cui lo metteremo in pratica’. Tale promessa doveva valere tanto più per i capi del popolo del Signore, e invece costoro esaurivano la realtà nella sua proclamazione verbale. […] La parola di Dio, data come Torah, insegnamento, diventava gravida di prescrizioni legali minuziosissime: in partenza lo scopo era quello di porre una siepe attorno alla Legge per custodirla, ma di fatto questi precetti umani finivano per essere pesi imposti sulle spalle soprattutto dei piccoli e dei semplici, pesi e fatiche che loro, i pretesi legislatori, non conoscevano e certamente non portavano».1 Tali capi ipocriti avevano trasformato l’ideale di Vita di Dio in una ‘ideologia del Tempio’ composta da tanti dogmi, e le persone (soprattutto quelle più vulnerabili, cioè donne, bambini, malati, disabili, poveri, stranieri) erano diventate il Mezzo, mentre il Tempio era il Fine – un Fine che giustificava l’oppressione dei Mezzi.
Questa ‘ideologia del Tempio’ è ancora terribilmente attuale. Scrive Nathaniel Branden, psicoterapeuta e scrittore statunitense: «La sfida, oggi, è mantenere alti gli standard personali pur sentendo di vivere in una fogna morale […]: il comportamento delle nostre figure pubbliche, l’orrore di certi avvenimenti mondiali, l’atmosfera che regna nel mondo della cosiddetta arte e dell’intrattenimento, in cui vengono celebrati continuamente la depravazione, la crudeltà e la violenza immotivata. Tutto contribuisce a fare della pratica dell’integrità un’impresa eroica e solitaria».2 Mi limito ad alcuni esempi: la parte di ebrei nazionalisti, che usano verso i palestinesi la stessa discriminazione razziale che hanno subito loro nello scorso secolo; la parte conservatrice della chiesa cattolica, convinta di detenere una verità morale che esclude e giudica chi già ha una vita difficile e sofferta; la parte dei governanti che non esitano a distruggere il futuro dell’umanità e dell’ambiente in nome della sicurezza di un gruppo elitario di ricchi.
Il teologo Henri Nouwen ricorda: «Nella prima parte della mia vita, comunità voleva dire un luogo di appartenenza sicuro e familiare, in cui chi non era come me semplicemente non ne faceva parte. Provenivo da una famiglia cattolica olandese nella quale era chiaro chi eravamo noi e chi erano loro. Loro erano i non cattolici. Loro erano i non credenti. Loro divorziavano o erano omosessuali. Noi, invece, eravamo nel giusto perché credevamo negli insegnamenti corretti e conducevamo una vita morale. […] Quando arrivai a L’Arche, di colpo, tutta la mia visione del mondo andò in frantumi. Come potevano i non credenti essere più credenti dei credenti, gli esterni più saggi dei componenti interni?».3
Gesù venne 2000 anni fa, e viene ancora oggi, per ricordare che l’integrità si fonda su pochi insegnamenti essenziali che mettono al centro ogni persona e ogni vita: ama Dio, te stesso, il prossimo. Non prescrive ‘che cosa fare’ esattamente in ogni situazione, dice solo ‘come fare’, cioè con amore. Starà a noi capire di volta in volta qual è la scelta che porta alla vita e quale invece alla morte. Il Vangelo è un’ideale, non un’ideologia che giustifica le ambizioni e le aspettative di potere di alcuni gruppi esclusivi: «Il Dio di tutti i popoli non è soltanto il nostro Dio privato».3 Similmente, pochi consigli essenziali si possono ritrovare nella ‘Legge Morale’ del filosofo tedesco Immanuel Kant: una Legge che non decide il contenuto, il ‘cosa devi fare’, quanto piuttosto la forma, il ‘come fare’.
I- La massima della tua volontà sia tale da valere come principio di legislazione universale: cosa succederebbe se il tuo agire fosse l’agire di tutti, porterebbe l’umanità alla vita o alla morte?
II- Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona che in quella di ogni altro, sempre anche come Fine e mai semplicemente come Mezzo: metti sempre per prima la dignità di ogni persona, non leggi esterne o interessi economici o pregiudizi.
III- Che la tua decisione sia frutto spontaneo della tua volontà, mai sentita come un imperativo esterno schiavizzante: vivi consapevolmente, non subendo le decisioni passivamente, non accettando tutto ciò che ti viene ordinato dall’esterno senza ascoltare la tua coscienza.
La pratica dell’integrità responsabilizza e libera, permettendo di vivere una vita piena. Di fronte all’ipocrisia e all’integralismo esclusivo del sistema di potere che lo condanna a morte, Gesù scrive nella Storia che solo un agire integrale-inclusivo può portare alla vita, alla felicità, alla resurrezione.
- 1Enzo Bianchi, https://www.monasterodibose.it/preghiera/vangelo/11913-dire-e-non-fare
- 2Nathaniel Branden, I sei pilastri dell’autostima
- 3Henri Nouwen, La formazione spirituale: Seguire i movimenti dello Spirito
Integrity or integralism?
1Then Jesus spoke to the crowds and to his disciples, saying: 2“The scribes and the pharisees have taken their seat on the chair of Moses. 3Therefore, do and observe all things whatsoever they tell you, but do not follow their example, for they preach but they do not practice. 4They tie up heavy burdens and lay them on people’s shoulders, but they will not lift a finger to move them. 23Woe to you, scribes and pharisees, you hypocrites. You pay tithes of mint and dill and cumin and have neglected the weightier things of the law: justice and mercy and fidelity. 25Woe to you, scribes and pharisees, you hypocrites. You cleanse the outside of cup and dish, but inside they are full of plunder and self-indulgence.” (Mt 23, 1-4. 23. 25)
Integrity can lead to radical choices, such as challenging an authority that violates human rights or demonstrating with non-violence in a world dominated by weapons. An integral value system can be radical, but never rigid. What is the difference between a radical-integral system of values and a rigid-fundamentalist one? Or between an integral and integralist interpretation of the same value system? The difference is similar to the ideal-ideology one and is related to a reversal of “End” and “Mean” roles.
Ideal-integrity is an essential and simple concept that evolves along the way of reality and, when dealing with complicated concrete issues, considers each person as End, because we want to bring him/her to life and not to death. Ideology-integralism is a set of detailed dogma to be imposed as End, while every person becomes a mere Mean and is led to destruction. An integral system of values considers other people as welcomed resources, because reality has so many faces that we need each unique contribution to achieve a total vision. A system of fundamentalist values considers others as enemies, because they don’t conform to its own partial vision of reality. Integrity includes, fundamentalism excludes.
The Ten Words of Life given by God to Moses represent an ideal and require radical-integral adherence: listening means putting into practice. Enzo Bianchi, prior of Bose monastery, explains: « “All that the Lord has said, we will heed and do” (Ex 24, 7) that is ‘we will understand it as far as we put it into practice’. The religious leaders should have been even more loyal to this promise, instead they exhausted reality in its verbal proclamation. […] God’s Word, given as Torah as a teaching, became burdened with extremely precise legal prescriptions: at the beginning the purpose was placing a hedge around the Law to protect it, but actually these human rules ended up as burdens imposed especially on shoulders of poor and simple people, burdens that the presumed legislators did not know and certainly did not carry».1 These hypocrite leaders had transformed God’s ideal of Life into a ‘Temple ideology’ composed of many dogma, and people (especially the most vulnerable ones, that is women, children, sick and disabled people, poor ones, foreigners) had become Means, while the Temple was the End – an End that justified the oppression of the Means.
This ‘Temple ideology’ is still terribly present nowadays. Nathaniel Branden, a US psychotherapist and writer, says: «The challenge today is to maintain high personal standards of life while feeling that we live in a moral sewer […]: the politicians’ behaviour, horrible world events, the dominating atmosphere in the so-called art and entertainment, which continuously celebrate depravity, cruelty and unmotivated violence. Everything makes the attempt of putting integrity into practice a heroic and solitary effort».2 I just mention a few examples: that part of nationalist Jews, who use the same racial discrimination towards Palestinians that they suffered during last century; that conservative part of Catholic church, who believes to hold a moral truth that excludes and judges those who already have difficult and suffered lives; that part of world leaders who do not hesitate to destroy human and environmental future in name of the safety of a restricted rich group.
Theologian Henri Nouwen remembers: «In the first part of my life, community meant a safe and familiar place of belonging, where those who were not like me simply were excluded. I came from a Dutch Catholic family and we clearly knew who we were and who they were. They were non-Catholics. They were unbelievers. They got divorced or were homosexual. Instead, we were on the right side because we believed in correct teachings and lived a moral life. […] When I arrived at L’Arche, all my vision of the world was suddenly shattered. How could unbelievers be more believers than believers, how could outsiders be wiser than internal members?».3
Jesus came 2000 years ago, and still comes today, to remind us that integrity consists in a few essential teachings that are focused on each person and life: love God, yourself, your neighbour. He doesn’t prescribe “what to do” exactly in every situation, He just says “how to do it”, that is with love. Our task will be to understand from time to time which is the choice that leads to life and which to death. The Gospel is an ideal, not an ideology that justifies the domination ambitions and expectations of some restricted groups: «The God of all people is not only our private God».3 Some similar few essential advices can be found in the German philosopher Immanuel Kant’s ‘Moral Law’: a Law that does not establish the content, ‘what you must do’, but rather the form, ‘how to do it’.
I- Act only according to that maxim that could become a universal law: what would happen if your actions were everyone’s actions, would they bring humanity to life or death?
II- Act in a way that treats every human being, whether yourself or another, always as an End and never as a mere Mean: always put in first place each person’s dignity, not external laws or economic interests or prejudices.
III- Act according to a spontaneous choice of your will, never constrained by an enslaving external imperative: live with awareness, do not be passively subjected to decisions, do not accept any external order without listening to your conscience.
The practice of integrity makes us responsible and free, allowing us to live a true life. Facing the exclusive, hypocrite and fundamentalist domination system that puts him to death, Jesus writes in History that only an integral-inclusive behaviour can lead to life, happiness, resurrection.
- 1Enzo Bianchi, https://www.monasterodibose.it/preghiera/vangelo/11913-dire-e-non-fare
- 2Nathaniel Branden, The Six Pillars of Self-Esteem
- 3Henri Nouwen, Spiritual Formation: Following the Movements of the Spirit
